Premio San Leo 2024 a Loreley Rosita Borruto
Promossa dall’associazione “Artemia”, diretta dalla presidente prof.ssa Giovanna Versaci, in collaborazione con la chiesa di Santa Maria d’Itria di Reggio Calabria, domenica 6 ottobre, nella stessa chiesa si è tenuta la 22 edizione del “Premio San Leo 2024”. Prima della cerimonia di premiazione si è svolta una interessante tavola rotonda sul Santo, monaco basiliano, della sua vita si sa ben poco. Come tutti i santi calabro bizantini, anche Leo praticò l’ascetismo e l’anacoretismo. Visse molti anni in Calabria per poi trasferirsi in Sicilia, a Rometta, vicino Messina, dove continuò a vivere il suo ideale di vita ascetica. Quest’anno i premi San Leo sono stati assegnati ad un parterre di premiati d’eccezione: alla dott.ssa Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il suo alto contributo alla crescita culturale e sociale alla città di Reggio, dopo la lettura della motivazione ha consegnato la targa ricordo il presidente del Premio dott. Antonio Zavettieri. Gli altri premiati sono stati, suor Rosetta Colombo, per l’impegno sociale, la targa ricordo è stata consegnata dal presidente di Giuria del Premio, prof. Fortunato Mangiola, e l’ing. Nicola Vilasi, per l’impegno spirituale, la targa è stata consegnata da Mons. Giacomo D’Anna, parroco della chiesa Santa Maria d’Itria di Reggio Calabria. Durante la manifestazione il poeta Bruno Martorano, responsabile del “Gruppo eventi culturali e ricreativi” della Parrocchia Itria, ha letto la “La canzone di San Leu”.
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MOTIVAZIONE DEL PREMIO
Il Premio San Leo per l’impegno culturale è stato conferito alla dottoressa Loreley Rosita Borruto, perché rappresenta una figura emblematica di ciò che significa vivere e promuovere la cultura come missione e vocazione.
La dottoressa Borruto, con un impegno costante e appassionato, che dura da oltre quarantacinque anni, è riuscita a tessere una rete di connessioni tra le discipline più disparate, dalla letteratura alla filosofia, dalla scienza alle arti, dando vita a un autentico movimento culturale che ha segnato profondamente il territorio calabrese. In qualità di Presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, ha trasformato questa istituzione in un crocevia di intellettuali, artisti, accademici e poeti provenienti da tutto il mondo, divenendo punto di riferimento imprescindibile per la vita culturale italiana e internazionale.
La sua carriera, che inizia con una solida formazione accademica in pedagogia, filosofia e psicologia, si è arricchita nel corso del tempo attraverso una serie di specializzazioni e attività di alto profilo. La Borruto ha saputo combinare una rara profondità intellettuale con un’eccezionale capacità organizzativa, dando vita a un numero impressionante di manifestazioni culturali, conferenze, tavole rotonde, presentazioni di libri e cicli di lezioni in collaborazione con alcune delle menti più brillanti del nostro tempo, testimoniando la sua capacità di catalizzare l’interesse dei più grandi nomi della cultura e di fare della Calabria un luogo di scambio intellettuale a livello globale.
Loreley Rosita Borruto non si è mai limitata alla teoria o alla contemplazione, ma ha sempre tradotto il suo amore per il sapere in un’azione concreta, capillare e inclusiva. Con la fondazione di numerosi premi e concorsi letterari, come il Premio Narrativa e Saggistica “Antonio Piromalli” e il Premio Internazionale di Poesia Religiosa e della Solidarietà “Madre Teresa di Calcutta”, ha saputo dare voce a talenti emergenti, portando alla ribalta poeti e scrittori calabresi e internazionali, e incentivando il dialogo tra culture. La sua opera di divulgazione è straordinaria anche sul piano mediatico: da oltre quarant’anni dirige il programma radiofonico “Poesia-musica-arte e cultura”, dove la sua passione per la cultura si è tradotta in una piattaforma di condivisione accessibile a un vasto pubblico, abbattendo le barriere tra il sapere elitario e la fruizione popolare.
Un aspetto fondamentale che rende il lavoro della Borruto particolarmente prezioso è la sua capacità di preservare e promuovere l’identità culturale della Calabria, mettendola in dialogo con le grandi tradizioni intellettuali italiane e internazionali, emblematica è la creazione del “Festival della poesia dialettale calabrese Giuseppe Morabito”.
In ambito accademico, la Borruto ha collaborato con prestigiose università come La Sapienza, Roma Tre, Federico II di Napoli e l’Università di Messina, contribuendo alla creazione di cattedre internazionali di poesia dedicate a figure del calibro di Maria Luisa Spaziani, ed è stata promotrice di convegni e cicli di lezioni che hanno affrontato le opere di giganti della letteratura mondiale come Pessoa e Borges.
Il suo impatto sulla cultura italiana è stato riconosciuto a livello nazionale e internazionale con numerosi premi. Tuttavia, più dei premi, è il suo immenso contributo alla crescita culturale delle nuove generazioni a definire il suo lascito. Attraverso la fondazione del Centro Internazionale Scrittori della Calabria e la sua attività instancabile, ha formato una nuova generazione di intellettuali, poeti e artisti, che hanno potuto crescere e prosperare grazie alla sua visione aperta, inclusiva e cosmopolita.
Loreley Rosita Borruto ha dimostrato, con la sua vita e il suo operato, che la cultura non è solo un esercizio intellettuale, ma uno strumento di trasformazione sociale, un motore di coesione e di progresso. È riuscita a creare spazi di dialogo che non conoscono confini geografici o disciplinari, ispirando migliaia di persone a vedere nel sapere un’opportunità per migliorare sé stessi e il mondo che li circonda. Il Premio San Leo per l’Impegno Culturale rappresenta un riconoscimento doveroso per una donna che ha dedicato tutta la sua esistenza alla diffusione della cultura, alla promozione del pensiero critico e alla costruzione di ponti tra saperi, territori e generazioni.
In un mondo in cui la cultura è sempre più spesso relegata ai margini, Loreley Rosita Borruto continua a dimostrare che il sapere può essere una forza viva e travolgente, capace di elevare l’individuo e di far fiorire una comunità. Questo premio, dunque, celebra non solo i suoi successi passati, ma la forza visionaria di una donna che continua a ispirare, con la stessa passione di sempre, il futuro della nostra amata terra.


Prossimi incontri estivi 2024 del CIS della Calabria
La voglia e l'entusiasmo di rilanciare il ruolo primario della cultura, attraverso la promozione e la divulgazione degli aspetti più suggestivi ed interessanti della letteratura, delle arti, delle scienze, della religione che sono le componenti che hanno sempre animato l’operato del Centro Internazionale Scrittori della Calabria – CIS, anche per l’estate 2024, in sinergia con il comune di Reggio Calabria, nell’ambito dell’Estate reggina 2024 e con la chiesa degli artisti di Reggio Calabria, guidata da don Antonio Cannizzaro, il martedì e il mercoledì di tutto il periodo estivo. Si inizia martedì 2 luglio, alle ore 18:00, presso la Biblioteca Villetta “P. De Nava”, con la conferenza “Non muoio: la storia di Maria Antonietta Rositani” raccontata dalla scrittrice e giornalista Emilia Condarelli, per una riflessione contro la violenza. Dialoga con la scrittrice il prof. Domenico Labate. Sarà presente Maria Antonietta Rositani, vittima di continua violenza da parte dell’ex marito, culminato con l’agguato del 12 marzo 2019, che ha visto l’uomo dare fuoco alla sua vittima in mezzo alla strada. La forza e la volontà di vivere hanno fatto sì che Maria Antonietta riuscisse miracolosamente a non soccombere. Mercoledì 3 luglio, alle ore 21:00, nella suggestiva cornice del Chiostro di S. Giorgio al Corso di Reggio Calabria, la prof.ssa Maria Florinda Minniti, già docente di Italiano e Latino, componente del Comitato Scientifico del Cis della Calabria, propone la conferenza “Andiamo all’opera! Giacomo Puccini: Madama Butterfly, Turandot”. Introducono la manifestazione don Antonio Cannizzaro, parroco di San Giorgio al Corso e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. A 100 anni dalla sua morte il Centro Internazionale Scrittori della Calabria rende omaggio a Giacomo Puccini, (Lucca, 1858 - Bruxelles 1924). Grande compositore italiano, Puccini è considerato uno dei maggiori e più significativi operisti di tutti i tempi.

La Calabria nel primo periodo borbonico
Nell’ambito della rassegna culturale per ricordare il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, lunedì 5 settembre 2022, il comune di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, la Deputazione di Storia Patria per la Calabria e la Biblioteca comunale “P. De Nava” di Reggio Calabria, nei locali della stessa Biblioteca, hanno organizzato la conferenza “La Calabria nel primo periodo borbonico”. Ha coordinato l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria ed ha Relazionato Giuseppe Caridi, ordinario di Storia moderna dell’Università di Messina, Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis. Il Prof. Caridi, nella sua lunga ed articolata conferenza ha ricordato che nel 1734, nel corso della Guerra di Successione polacca, le truppe ispaniche strapparono agli Austriaci il Mezzogiorno d’Italia e il re Filippo V di Borbone vi pose come sovrano il proprio figlio Carlo, con cui ebbe inizio la dinastia borbonica che sarebbe rimasta sul trono di Napoli fino all’Unità d’Italia. Durante il regno di Carlo di Borbone numerosi feudi calabresi conseguirono un notevole progresso economico e sociale. Carlo, sotto la guida effettiva di primi ministri spagnoli imposti dai genitori, cercò di imprimere una svolta in senso moderno alle antiquate strutture statali, operazione che venne però fortemente ostacolata dai locali ceti privilegiati dell’aristocrazia, del clero e dei magistrati.


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